mercoledì 16 marzo 2016

Il riposo di un non guerriero

Animus pugnandi, efficienza, motivazione quante cose ci sono richieste in questo mondo moderno.
biblioteca

Per chi non ha voglia di combattere, la sconfitta è assicurata.

Non c'è una via di mezzo: ogni mattina devi indossare la tua corazza e affrontare il mondo. Piccole battaglie, per carità tipo la sveglia che non suona o la colazione fatta in fretta o furia.
Quando sei per strada è il traffico il tuo peggior nemico o i mezzi pubblici che non passano mai.

Arrivi al lavoro, se hai la fortuna di averlo e affronti colleghi e capi. Una vasta umanità fatta di invidiosi, gelosi e depressi. Dovranno pur passare le 8 o 10 ore che devi passare in loro compagnia. 
Ma poi sai che dovrai riaffrontare il traffico, dovrai aspettare i mezzi pubblici, fare a gomitate, sentire l'olezzo rivoltante dei tuoi vicini.

La ricompensa di tutto questo combattere è il ritorno a casa dove ti aspettano i tuoi familiari anch'essi stanchi e arrabbiati che aspettano te per sfogare tutta la loro rabbia repressa.

Il letto è l'ultima spiaggia. Poche ore di sonno agitato e la battaglia ricomincia. Uguale a quella del giorno precedente come in un infernale girone dantesco.

Resistere, combattere o abbandonarsi e lasciarsi andare?
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