Il riposo di un non guerriero

Animus pugnandi, efficienza, motivazione quante cose ci sono richieste in questo mondo moderno.
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Per chi non ha voglia di combattere, la sconfitta è assicurata.

Non c'è una via di mezzo: ogni mattina devi indossare la tua corazza e affrontare il mondo. Piccole battaglie, per carità tipo la sveglia che non suona o la colazione fatta in fretta o furia.
Quando sei per strada è il traffico il tuo peggior nemico o i mezzi pubblici che non passano mai.

Arrivi al lavoro, se hai la fortuna di averlo e affronti colleghi e capi. Una vasta umanità fatta di invidiosi, gelosi e depressi. Dovranno pur passare le 8 o 10 ore che devi passare in loro compagnia. 
Ma poi sai che dovrai riaffrontare il traffico, dovrai aspettare i mezzi pubblici, fare a gomitate, sentire l'olezzo rivoltante dei tuoi vicini.

La ricompensa di tutto questo combattere è il ritorno a casa dove ti aspettano i tuoi familiari anch'essi stanchi e arrabbiati che aspettano te per sfogare tutta la loro rabbia repressa.

Il letto è l'ultima spiaggia. Poche ore di sonno agitato e la battaglia ricomincia. Uguale a quella del giorno precedente come in un infernale girone dantesco.

Resistere, combattere o abbandonarsi e lasciarsi andare?

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