venerdì 4 aprile 2014

Volpe nella neve

Volpe nella neve

Una volpe sperduta nella neve. Sola, impaurita, lontana dagli altri.

Ha fame, ma non è la cosa che più la preoccupa. Quello che l'assale è il senso dello sconfinato bianco che le sta intorno. La volpe non sa distinguere nulla, non trova nulla di familiare.

Nessun riferimento le appare. L'istinto le dice di continuare a camminare, di non fermarsi. E lei cammina

Non sa se mai riuscirà a trovare la strada che ha perduto, non sa se si salverà.

La stanchezza l'assale, vorrebbe fermarsi, magari dormire.

Tante volte si era trovata in difficoltà, era riuscita a sfuggire molti pericoli, come quella volta che si era avvicinata a un posto magico pieno di polli indifesi.

All'improvviso era apparso un animale che mai aveva visto. All'inizio sembrava meno pericoloso dell'orso, ma aveva qualcosa di pericoloso nello sguardo e la possibilità di colpirti da lontano.

Quella volta non era sola, insieme c'era la sua fedele amica che era stata colpita dalla luce che il nuovo animale aveva scagliato ed era morta.

Da  quel momento se c'era da andare al covo delle galline lo faceva di notte quando non appariva l'animale che scagliava la luce mortale. Aveva paura, ma la fame la spingeva ad agire.

Nella neve, però era diverso. Non c'erano pericoli, ma aveva ancora più paura.

La volpe continuò a camminare, senza speranza, nè meta...


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Lupita Nyong'o

Fresca di Oscar e nuovo volto Lancome


sabato 11 gennaio 2014

Ancora radiazioni a Fukushima

Continua a destare preoccupazione la situazione della centrale nucleare di Fukushima.

Dopo il disastroso terremoto del 2011 che ebbe come fatali conseguenze l'incidente nucleare, la Tepco proprietaria dell'impianto sta tentando disperatamente di bonificare la centrale.
L'orgoglio nazionalistico nipponico ha impedito che la comunità internazionale potesse intervenire, anche se di recente la Tepco ha lanciato un appello ammettendo di non essere in grado di tenere sotto controllo la situazione.


Ancora oggi il livello delle radiazioni è circa 8 volte superiore a quello stabilito dalle autorità giapponesi.
I tecnici dell'azienda elettrica giapponese hanno riferito che il motivo dell'innalzamanto dei valori di radioattività è dovuto all'acqua dei serbatoi di stoccaggio.
L'acqua è contaminata dallo stronzio radioattivo che ha un periodo di dimezzamento di circa 28 anni.
La Tepco sta cercando di porre rimedio anche a questa nuova emergenza attraverso un sofisticato metodo  di elaborazione avanzata di liquidi.
In questo modo l'acqua radioattiva verrebbe filtrata e rimessa nei serbatoi di stoccaggio.
L'operazione dovrebbe concludersi, salvo imprevisti, nel 2015.
Le autorità giapponesi stanno vanamente tentando di rassicurare l'opinione pubblica e la comunità internazionale, ma è innegabile che l'incidente di Fukushima è tutt'altro che risolto.

venerdì 10 gennaio 2014

Marijuana libera a New York

Clamorosa decisione di Andrew Cuomo.


Sulla spinta di analoghi comportamenti assunti da altri stati dell'Unione e accogliendo le istanze dell'opinione pubblica, il Governatore dello stato di New York Andrew Cuomo ha dato il via libera all'uso della marijuana a scopi terapeutici.

Un clamoroso passo indietro del Governatore che più volte si era detto contrario al'uso della cannabis.



Molti osservatori, credono che la mossa di Cuomo sia di  pura strategia politica in vista delle prossime elezioni previste a novembre. Lo scaltro ed esperto politico con l'apertura all'adozione della marijuana sarebbe andato incontro alla volontà popolare che al 70%  in un sondaggio promosso dalla Quinnipiac University, si era espressa in modo favorevole all'uso di droghe leggere.





Per adesso l'uso della marijuana sarà consentito solamente a scopo terapeutico, come antidolorifico in determinate patologie come il cancro. la misura sarà sperimentale, cioè saranno valutati i risultati prima di una decisione definitiva.


martedì 7 gennaio 2014

Il Vesuvio esploderà

Lo afferma in un suo studio Flavio Dobran studioso della New York University.

Il Vesuvio visto dallo spazio

L'ingegnere Dobran ha realizzato un modello informatico con i dati delle passate eruzioni del vulcano, in particolare quella del 79 d.c, in più Dobran si è avvalso delle serie storiche delle passate eruzioni arrivando alla conclusione che il Vesuvio erutta in modo lieve ogni 30/40 anni, in maniera media ogni 500 anni mentre eruzioni disastrose avvengono ogni mille anni. Mettendo insieme tutti questi dati Dobran e la sua equipe sono giunti alla conclusione che il Vesuvio prima o poi esploderà : una massa di magma incadescente rotolerà alla velocità di 100 metri al secondo lungo le sue pendici raggiungendo in pochi minuti popolose cittadine come Ottaviano, Boscoreale, Torre del Greco e Torre Annunziata.

Uno scenario catastrofico. C'è da dire che il Vesuvio dal punto di vista scientifico è il vulcano più monitorato al mondo. L'Osservatorio Vesuviano, pur nella carenza di fondi, svolge un importante opera di prevenzione, per cui un'eruzione come quella descritta da Dobran non potrebbe accadere all'improvviso. Segnali premonitori permetterebbero agli esperti di dare l'allarme.
E qui arrivano le note dolenti. Piani di evacuazione esistono, ma solo sulla carta. Le vie di fuga sono inesistenti per non parlare delle centinaia di abitazioni fatte costruire proprio alle pendici del Vulcano.

Eruzione del 1944

Nel passato è stata svolta una sola esercitazione di massa, ma con risultati piuttosto scarsi.

Qualunque sia lo scenario e pur non volendo dare eccessivo credito alle previsioni di Dobran, resta il problema che il Vesuvio è un vulcano attivo per cui un'eruzione, catastrofica o benigna è possibile e più passa il tempo sempre più probabile, quindi i  piani di sicurezza dovrebbero essere presenti e  aggiornati.