martedì 15 marzo 2016

Elettricità

Quando la corrente attraversa il tuo corpo


serenità



Non so  spiegarlo, ma è qualcosa che sempre più spesso mi prende.
E' una sensaione strana come se il mio corpo e in particolare le gambe e le braccia fossero attraversate da milioni di invisibili fili elettrici percorsi da una corrente.

Nei periodi in ci mi accade cerco le soluzioni più disparate. Provo a dare pugni sulle gambe, cerco di rilassarmi stendendomi sul letto, bevo una camomilla.

E' tutto inutile e già lo so.

Dopo un ò di tempo la sensazione muta. La corrente è sempre presente, ma aveerto freddo e poi d'improvviso una vampata di calore alle gote.

Penso di aver compreso tutto: è la pressione!

Corro alla macchinetta, ma niente tutto regolare.

Distrazioni, distrazioni.

Non ci sono altre alternative, a quelpunto la soluzione unica che mi rimane è cercare di distrarmi, impegnarmi inqualcosa che mi faccia dimenticare la terribile sensazione.

Per un pò la cosa riesce, poi la mente perde la concentrazione e si focalizza sempre di più sui quadricipiti. E' un loop infinito.

So già che non posso oppormiche le scariche elettriche continueranno fino a quando, all'improvviso scompariranno.
E' già capitato altre volte.

Internet. La rete dovrebbe contenere tutte le risposte. Cerco le cause, analoghe situazioni. La verità è che i sintomi che riferisci sono vaghi, indeterminati, poco comuni o confusi.

Ti imbatti in decine possibili malattie e /o disturbi, ma la soluzione che con disperazione stai cercando non la trovi.

Sembra che nulla possa avere l'effetto taumaturgico di far scomparire la corrente.

Ne parlo, allora al mio medico che brancola nel buio più completo. Viene tirato fuori lo stress, un periodo di tensione. La soluzione è magari, all'occorrenza, quando serve prendere un calmante.

Maledizione! 

Alla fine ti rassegni. Cerchi di convivere con l'indesiderato ospite che alberga nel tuo corpo. Sai per quanto è successo in passato che il mostro dell'elettricità svanirà.

C'è da fare quello che c'è da fare

Non esiste metodo alcuno, ma solo la triste esperienza di colui che tocca con mano la cattiveria del cuore umano.
Ti accorgi di esistere solo perché le tue mani sono fredde come il marmo e il tuo stomaco è come se avesse ricevuto mille pugni.
Un ronzio incessante colpisce la tua testa mentre il disgusto prende il sopravvento.

martedì 16 febbraio 2016

Un servizio PDF esclusivo

Navigando, navigando mi sono imbattuto in un servizio veramente esclusivo.

Sto parlando di A-PDF (questo il sito web  http://www.a-pdf.com/index.htm)

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domenica 7 dicembre 2014

There is only Lord of the Ring


mercoledì 11 giugno 2014

Ciascuno è artefice del proprio destino e l'equazione della vita


faber-est-suae-quisque-fortunae


La frase è attribuita a Sallustio, anche se non è certo che sia sua.


Un'altra tesi è che il famoso aforisma sia opera di   Appio Claudio il Cieco, censore nel 310 a.C. e successivamente console nel 307 e 296.

Massima che ebbe grande risonanza nel periodo dell'Illuminismo.

Oggi è attuale questa massima?


Siamo veramente noi a decidere del nostro destino oppure lo affidiamo agli altri?

Nel corso della mia vita ho oscillato tra l'essere convinto di questa tesi e l'altra, diametralmente opposta sul tipo :"il Fato governa ogni cosa".

Oggi ho assunto una bella posizione di mezzo. Sono convinto che siamo noi a determinare il corso degli eventi con le nostre azioni, ma allo stesso tempo le cose non avengono per caso.

Lo so sembra un paradosso da compromesso politico, ma è quello che penso.

L'equazione della vita


Il caso



La vita per me, oggi che sono alla soglia dei 60 anni, è un susseguirsi di avvenimenti alcuni casuali, altri determinati da fattori esterni, altri ancora di cui sono io l'artefice.

E' la combinazione di questi tre elementi che determina il nostro destino.


Gli uomini sono nella situazione, da un lato di essere deterministici riguardo il loro futuro, dall'altro in balia di eventi incontrollabili.

Per fare un esempio. Potre seguire un regime dietetico perfetto, fare regolarmente attività fisica, assumere vitamine, tenere sotto controllo parametri vitali come la pressione  e sottoporvi a check up periodici. Malgrado ciò potrebbe venirvi un infarto, un ictus o un'altra malattia perché essa è contenuta nel nostro patrimonio genetico o per altri fattori conosciuti.

Ecco che l'equazione si compone di tutti gli elementi.

  • Le mie azioni che sono quelle di curare il fisico
  • La predisposizione genetica che non controllo
  • Fattori casuali
Di questi tre elementi che compongono l'equazione della vita, io posso controllarne solo uno.
E', quindi il 33 per cento del mio destino che è sotto la mia gestione. Non è poco, ma i due terzi non possono essere controllati ed è la parte preponderante.

Mi voglio concentrare su questi due terzi perché è qui che le cose si fanno interessanti.

Questa parte indeterminata del nostro destino è priva di ogni logica? E' un sistema random che ci colpisce in bene o in male?


Nulla avviene per caso

equazione della vita


Sono giunto alla conclusione che nulla avviene per caso e che i due terzi delle cose che regolano la nostra vita appartengono a qualcosa di sconosciuto. Posso chiamarlo Fato, Grande Architetto, Dio, ma la sostanza non cambia.

La domanda successiva è quella più profonda. 

Possiamo incidere sui due terzi del nostro destino?


Per come l'ho raccontata no, ma mi sforzo di pensare che ci sia un modo per influenzare le due incognite  dell'equazione della vita.


La mia tesi, del tutto personale, è che un terzo siamo noi e la nostra anima e che i due terzi siano l'anima universale.

Influenzare questa anima universale si può solo attraverso le opere che siano di vantaggio agli altri esseri viventi uomini, animali e piante. 

Essere gentili, amorevoli, adattarsi agli altri, comprenderli e aiutarli questo per me il segreto per forzare il nostro destino e per renderlo migliore



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