sabato 11 ottobre 2008

Desirée Clary

Siamo nel 1795 a Marsiglia Napoleone conosce Desirée Clary, sorella di sua cognata Giulia.
Scoppia l'amore, sicuramente più da parte di Desirée che da parte di Bonaparte.
Solo dopo la morte di Desirée si scoprono delle lettere, che lei custodiva gelosamente, da cui si comprende come questo amore adolescenziale fosse stato importante.
Napoleone e Desirée, che secondo la moda dell'epoca si faceva chiamare Eugenia, si conoscono per l'appunto a Marsiglia e poco dopo presero impegno di matrimonio, seppure in modo non formale.
Bonaparte nel mentre è a Parigi alla disperata ricerca di un incarico militare poichè le sue finanze sono ridotte all'osso e ai suoi occhi il matrimonio con Desirée potrebbe essere una soluzione, pertanto spinge anche attraversol'opera del fratello Giuseppe in questa direzione.
Ma come ho detto Napoleone è a Parigi e lì comincia a frequentare qualche salotto,ma soprattutto comincia a restare ammaliato dalle donne parigine. Allora non si fa sentire lasciando Desirée nella piùcompleta disperazione tanto che lei scrive: "....vi dimostrerò che io so essere ben più fedele di voi ai miei giuramenti e che per quanto voi abbiate rotto ogni legame che ci univa, io non amerò mai un altro, nè mai mi mariterò..."
L'aquila, l'uomo di acciaio, l'orco vivrà da allora con il rimorso per questo amore mancato e lo dimostrerà dando innumerevoli prove di affetto a Desirée.
Comincia a cercarle un marito e quando scopre che Desirée si è ammogliata con Bernadotte, suo nemico non le porta rancore, tanto da accettare di fare da padrino al figlio di lei Oscar.
Bernadotte da allora in poi, ne combina di tutti i colori, ma Napoleone porge l'altra guancia sempre, a cominciare dal 18 brumaio, per continuare con l'affare Moreau. Non solo, ricolma Bernadotte e la moglie di titoli, appannaggi e denaro, continua a scrivere a Desirée, testimoniandole il suo affetto.
A Desiréè regala una delle tre pellicce dono dell'imperatore di Russia, preziose porcellane e quadri.
Ma la cosa più sorprendente è che non ostacola, anzi favorisce la nomina di Bernadotte a principe ereditario di Svezia, pregustando il momento in cui Desirée fosse diventata regina e il suo figlioccio re.
Di lì a poco Bernadotte si allea con i russi.
E Desiréè? Lei rimane pochissimo, il tempo dell'investitura in Svezia poi torna a Parigi nel suo palazzo di via Anjou.
Malgrado il tradimento e lo scoppio della guerra, Napoleone rispetta Desirée facendole discretamente sapere che sarebbe preferibile stesse accanto al marito.
Lei, invece vive come se nulla stesse accadendo, frequentando i suoi negozi e facendo la vita di sempre. Più di un sospetto rimane sul suo ruolo,perchè molti pensano che faccia da intermediaria tra Bernadotte,Fouchè e Talleyrand.
Anche dopo le sconfitte di Napoleone e il suo esilio Desirée resta a Parige partecipando anche alle reste in onore dello zar Alessandro. Non va in Svezia anche dopo l'incoronazione del marito, vi arriva solo molto dopo.
Muore nel 1860.
Ma allora chi era Desirèè, un'adolescente innamorata, una donna che approfitta di un'amicizia così importante, una traditrice, una vendicativa? E perchè conserva le lettere d'amore? Quali sono stati i suoi reali sentimenti?
E come si spiega che un uomo come Bonaparte che ha avuto rapporti con le donne sempre molto frettolosi, per il quale i sentimenti erano sicuramente messi in secondo piano, abbia per tutta una vita avuto una devozione e un affetto pure superiore a quello che nutriva per alcuni componenti della sua famiglia?

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Interessante il post! Però ho un piccolo appunto: Napoleone a Parigi non è ammaliato dalle donne altolocate in sè e per sè, bensì in funzione del ruolo che rivestivano. Ad esempio la scelta in particolare cadde su Giuseppina non in quanto facoltosa o affascinante, quanto perchè era l'amante di Barras (mi pare). Le lettere alla vedova Beauharnais che esibivano gelosia e tenerezza coniugale sono posteriori al consolidamento del rapporto tra i due.
In quanto a Desireè... sicuramente è una figura ambigua, ma dal mio spassionato punto di vista femminile non è altro che un'inteligente donna ferita. E come tutte le donne forti, quando sono ferite negli affetti diventano le più arroganti, opportuniste, traditrici e infingarde creature sulla faccia della terra! E Napoleone, nel suo rapporto con lei, sembra più che altro consapevolmente colpevole e dispiaciuto. Ma l'unico amore sincero del corso, l'unico a resistere e l'unico vagheggiato e coltivato, è stato quello per la Walewska.
Poi per carità, la storiografia è un'altra cosa, io sono chimica del resto... ;)