giovedì 28 luglio 2011

Si può essere più romantici?

Io vogliọ del ver la mia donna laudare
ed asembrarli la rosa e lo giglio:
più che stella dïana splende e pare,
e ciò ch’è lassù bello a lei somiglio.

Verde river’ a lei rasembro e l’âre,

tutti color di fior’, giano e vermiglio,
oro ed azzurro e ricche gioi per dare:
medesmo Amor per lei rafina meglio.

Passa per via adorna, e sì gentile
ch’abassa orgoglio a cui dona salute,
e fa ’l de nostra fé se non la crede;

e no·lle pò apressare om che sia vile;

ancor ve dirò c’ha maggior vertute:
null’ om pò mal pensar fin che la vede.


Stupenda poesia.
Un inno alla donna amata.
Mi domando se oggi è possibile essere così romantici.
Paragonare, come fa Guinizelli, la propria donna ai fiori, alle stelle, all'aria.
Nessun gioiello la può eguagliare, anche l'Amore diventa più perfetto.
Ma ciò non basta.
La donna di Guinizzelli, converte alla fede chi non crede e nessun uomo
di animo malvagio  le si può avvicinare.
Parole che suscitano intense emozioni.
Ma esiste una donna così?
Penso che chi abbia la fortuna di amare la propria donna non possa
far altro che pensare come Guinizelli.
Forse le frasi che le rivolgerà saranno meno poetiche,
ma non per questo meno sincere.
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