mercoledì 3 dicembre 2008

Alzheimer

Un malato di Alzheimer è come un bambino.
Un bambino di pochi mesi, che ride e che piange , che non sa dire cosa si sente.

Ma un bambino è la gioia di una casa, un malato di Alzheimer ne è la disperazione.
Quando dietro quello sguardo assente c’è tua madre, allora il dolore è senza fine.

Lei non ti riconosce, a volte si rifiuta di alzare lo sguardo.Tu cerchi di convincerla, ripeti in modo ossesivo il tuo nome cercando uno spiraglio di luce nel buio di quel cervello.
Ma è tutto inutile.

A volte ti vuoi convincere che una risposta abbia un senso, che forse un vago ricordo si sia fatto strada , ma in cuor tuo sai che non è così.
La cosa strana è che il legame verso quell’essere che si avvicina ormai più a un vegetale che ad un essere umano, si rafforza. Non ti stanchi di accarezzarla, di darle baci, spesso rifiutati.

L’unico scopo è quello di preservarla dal dolore fisico, sì perchè questa malattia maledetta ti fa perdere ogni facoltà, ma il dolore te lo fa sentire sempre anche quando sei arrivato alla fine.

E poi nessuno ti aiuta tutti ascoltano i tuoi discorsi, ma nessuno sembra capire veramente.
E’ difficile stare accanto a chi è malato, è impresa da eroi assistere un malato di Alzheimer.

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